La direttiva Consumer Rights.

La direttiva europea coglie molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone. In particolare viene sostituita integralmente la parte del Codice, dall’articolo 45 all’articolo 67, che riguarda i contratti negoziati sia dentro che fuori dai locali commerciali, i contratti a distanza, il nuovo regime sanzionatorio e la disciplina rimborsi “accelerati” del diritto di recesso. La direttiva introduce anche nuovi obblighi informativi precontrattuali. Il consumatore deve ricevere informazioni che riguardano il venditore (compreso un recapito telefonico per un contatto rapido), il bene acquistato, le modalità di pagamento, il diritto di recesso e la garanzia legale.

La novità più importante per l’acquirente è quella sul diritto di ripensamento nei contratti conclusi a distanza e fuori dai locali commerciali: il consumatore senza dover fornire alcuna giustificazione al venditore, qualora reputi che il bene acquistato non lo soddisfa oppure non ha le caratteristiche richieste, ha un termine più ampio, dagli attuali 10 giorni a 14 giorni, per esercitare il diritto di recesso. E nel caso in cui il consumatore non sia stato preventivamente informato sul diritto al ripensamento, il recesso viene esteso a ben dodici mesi. In caso di recesso, il venditore ha un numero inferiore di giorni (dagli attuali 30 a 14 giorni) per restituire le somme versate dal consumatore. Quest’ultimo invece disporrà di più tempo -14 giorni invece che 10 – per restituire il bene.

Ecco in sintesi le principali novità.

– Si avranno a disposizione più giorni per il recesso dal contratto e tempi più stretti per avere indietro le somme versate.

– Ci saranno più giorni a disposizione per il ripensamento di fronte a un acquisto incauto o insoddisfacente e tempi più stretti per ottenere indietro la somma pagata.

– Il venditore sarà ritenuto responsabile del danneggiamento o della perdita del bene fino a quando non lo avrà consegnato materialmente nelle mani dell’acquirente.

– Scatteranno nuove regole che disciplineranno i contratti conclusi a distanza, ad esempio al telefono, e fuori dai locali commerciali: il venditore sarà sempre obbligato a far confermare al consumatore l’offerta.

Entrata in vigore Direttiva UE su tutela consumatori

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